Affrontare la Crisi Climatica con le Comunità Energetiche

Il nostro pianeta affronta ogni giorno una nuova sfida della crisi climatica, con danni senza precedenti. Nella lotta contro le minacce del nostro habitat, è essenziale abbandonare i vecchi schemi di consumo energetico e abbracciare soluzioni innovative. Le Comunità Energetiche servono a questo: sono un modo immediato e innovativo per ridurre le emissioni di gas serra e limitare l’aumento delle temperature globali. In questo articolo, esploreremo il ruolo vitale delle CER nella mitigazione dei cambiamenti climatici, le persone coinvolte, i benefici offerti e come queste comunità possono rappresentare un baluardo contro un futuro climatico dannoso. Una Comunità di Energia Rinnovabile (o CER) è un’entità giuridica che riunisce individui, cittadini, aziende e istituzioni pubbliche, consentendo loro di generare, consumare e amministrare l’energia attraverso impianti locali di produzione di energia rinnovabile. Come funziona questo processo? Alla base di tutto c’è l’impianto solare. Grazie al fotovoltaico, infatti, è possibile consumare tutta l’energia prodotta durante il giorno, ma è anche possibile generare più energia di quella necessaria per il proprio fabbisogno. In questo caso, il surplus può essere condiviso con altre persone attraverso le comunità energetiche.

I vantaggi economici e ambientali dell’autoconsumo energetico

Nelle CER, l’individuo dotato di un impianto fotovoltaico assume il ruolo di prosumer, un termine importato dall’inglese che fa riferimento a un utente che non si limita a essere un passivo consumatore ma partecipa attivamente a diverse fasi del processo produttivo. Il prosumer è dunque il possessore di un proprio impianto di generazione di energia, consumando ciò di cui ha bisogno e trasferendo i surplus energetici in rete. Quando un prosumer produce una quantità di energia rinnovabile superiore al proprio consumo, condivide virtualmente questa eccedenza con i componenti della comunità. Tuttavia, quando il produttore immette l’energia rinnovabile in eccesso nella rete, questa energia non si muove fisicamente. Non c’è, quindi, un elettrone che attraversa un cavo da un’abitazione all’altra. Invece, l’energia viene immessa nella rete pubblica e prelevata dagli altri membri della Comunità Energetica. Così facendo, tutti quelli che partecipano alle CER possono vantare di usare nella propria casa l’energia rinnovabile prodotta all’interno della comunità stessa. In questo modo, anche chi non ha la possibilità di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto può comunque sfruttare il rinnovabile degli altri membri.

La necessità di transizione verso fonti energetiche sostenibili

Un cittadino, un condominio, una pubblica amministrazione o un’impresa che adotta l’autoconsumo dell’energia elettrica generata da un impianto fotovoltaico accede a una serie di vantaggi economici e ambientali di notevole rilevanza. Innanzitutto, il passaggio all’autoconsumo comporta un significativo risparmio economico attraverso la riduzione delle componenti variabili della bolletta energetica. Queste componenti includono la quota di energia effettivamente consumata, gli oneri di rete e le relative imposte. Di conseguenza, meno energia si acquista dalla rete pubblica, meno si pagherà per queste voci. Inoltre, la produzione di energia tramite impianti fotovoltaici può diventare una fonte di guadagno, grazie ai meccanismi incentivanti previsti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. Questi incentivi possono variare a seconda del contesto geografico e normativo, ma in generale, permettono ai produttori di energia di guadagnare attraverso la vendita dell’energia in eccesso alla rete elettrica.

Mitigare gli Effetti dei Cambiamenti Climatici

Oltre ai benefici economici, vi sono notevoli vantaggi ambientali nell’adozione di un impianto fotovoltaico all’interno di una comunità energetica. La produzione di energia da fonti solari comporta una significativa riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare di CO2, e di altri gas a effetto serra che contribuiscono ai cambiamenti climatici.
Un esempio tangibile dell’impatto ambientale positivo di questa transizione energetica è che una famiglia media in Italia, consumando circa 2700 kWh di energia elettrica all’anno, può evitare le emissioni di circa 950 kg di CO2 all’anno, il che equivale all’assorbimento di CO2 di circa 95 alberi durante lo stesso periodo. Questi sforzi per ridurre e prevenire le emissioni di CO2 sono fondamentali, non solo per mitigare i cambiamenti climatici, ma anche per perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, mirata a promuovere azioni globali per affrontare il cambiamento climatico (come esprime l’obiettivo 13). Il crescente aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, principalmente causato dalle attività umane e dall’uso di combustibili fossili, sta innescando l’effetto serra, innalzando le temperature medie globali e causando impatti significativi sull’ambiente, sull’economia e sulla sicurezza globale. La transizione verso fonti di energia rinnovabile e comportamenti più sostenibili è quindi essenziale per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici e garantire un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.

WeVèz e il Ruolo della Regione Emilia-Romagna

Se vuoi fare la differenza, partecipa ad una Comunità Energetica. L’Emilia-Romagna sta già iniziando a muoversi verso questa nuova modalità di risparmio energetico. WeVèz è tra le prime CER che si stanno attivando per riunire più di 500 condomini nell’intera regione e RAM è socio fondatore. Questa Comunità Energetica vincitrice del Bando Regionale per il Sostegno allo sviluppo di Comunità energetiche rinnovabili, è pronta ad accogliere nuovi produttori e consumatori di energie sostenibili e contrastare il cambiamento climatico.